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Le pietre del Ponte di Tiberio non rimontate

La particolarità di questo spazio sta nella provenienza delle pietre che conserva. Infatti le circa 150 pietre poste nel recinto di legno non lontano dalla Piazza sull’Acqua provengono dall’ultimo importante restauro al Ponte di Tiberio. Rinvenute nell’area circostante sono le pietre “avanzate” durante la ricostruzione dell’arcata abbattuta nel 551 d.C. Guardando il ponte di Tiberio dalla Piazza sull’Acqua si può notare, infatti, come l’ultima arcata verso il Borgo San Giuliano sia più piccola e più “gobba” rispetto alle altre. Anche se la leggenda darebbe la colpa di ciò a un calcio ben assestato dal Diavolo in lotta con san Giuliano (o secondo altre narrazioni in lizza con Tiberio stesso), la verità è una sola ed affidata alle cronache storiche: durante le guerre tra goti e bizantini, il comandante Usdrila fece crollare l’ultima arcata per impedire l’avanzata del generale Narsete. L’azione non impedì alle forze imperiali di passare il fiume Marecchia, tuttavia compromise per sempre la forma del ponte. L’arcata, mai più ricostruita com’era in origine, venne costantemente rimaneggiata a causa di crolli e cedimenti fino alle fattezze di oggi. È per questo che una passeggiata tra queste pietre è un po’ una passeggiata nella storia di gloriosi eserciti, di prodi condottieri, di battaglie terribili e di eventi all’epoca memorabili, ma di cui oggi non ci giunge che una debole eco.