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Porta Montanara (o Porta di Sant’Andrea)

La costruzione della Porta Montanara, detta anche di Sant’Andrea, risale al I secolo a.C. al tempo Silla e faceva parte di un più ampio apprestamento difensivo con corpo di guardia interno. L’arco a tutto sesto, in blocchi di arenaria, costituiva uno dei due punti di accesso alla città per chi proveniva da monte. Il doppio fornice agevolava la viabilità, incanalando in passaggi paralleli il percorso in uscita da Ariminum, attraverso il cardine massimo (attuale Via Garibaldi), e quello in entrata.
Nei primi secoli d.C. l’arco rivolto verso Nord venne tamponato: la porta, così ridimensionata, continuò a segnare l’ingresso alla città fino alla Seconda Guerra Mondiale.
Terminato il conflitto mondiale, la Porta ne uscì semidistrutta. Il fornice superstite fu recuperato, restaurato e ricollocato all’interno del cortile della diocesi di Rimini, vicino al Tempio Malatestiano.
Dopo quasi 60 anni di esilio, nel 2003 sono iniziati i lavori per ricollocare l’antica Porta al suo posto d’origine.
L’operazione di spostamento in via Garibaldi è avvenuto attraverso lo smontaggio pietra per pietra, seguita dalla pulitura di ogni singolo concio. Al termine di questa complessa operazione di smontaggio, pulitura e rimontaggio, l’antica porta d’epoca romana repubblicana è stata così ricollocata nel suo contesto originario, tornando ad essere simbolo e immagine dell’ingresso alla città da monte e valorizzare così l’antico Borgo Sant’Andrea.